Congiunturale CRESME - Edizione speciale 17 giugno 2020SCOPRI DI PIU'

Costruzioni, investimenti, materiali e componenti

MAR

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2020

Costruzioni: a rischio 34 miliardi di euro nel 2020

Autore: Cresme

Le costruzioni italiane rischiano di vedere andare in fumo 34 miliardi di euro di investimenti nel 2020.

È questo il risultato della stima preliminare condotta dagli analisti del CRESME sull’impatto settoriale dell’emergenza sanitaria.  La stima è stata anticipata, insieme a un quadro di dettagliate analisi, nell’ambito del seminario di CRESME LAB sullo scenario di mercato, il think tank analitico del CRESME al quale partecipano attivamente importanti industrie e distributori del settore delle costruzioni. Il seminario si è tenuto in remoto il 26 marzo nell’ambito della nuova rete di connessioni (CRESME LAB Remote Think Tank) che il CRESME sta sviluppando. Fra 25 giorni è prevista una seconda previsione e l’avvio di una nuova operatività per CRESME LAB, di carattere non solo analitico ma tattico e strategico.

In base alle analisi svolte, edilizia e genio civile, includendo investimenti in nuova costruzione e manutenzione straordinaria, potrebbero subire una contrazione (valutata a valori costanti) del -22,6% rispetto al 2019. A titolo di paragone, nel 2009, l’anno più nero per le costruzioni italiane durante la crisi, la flessione degli investimenti era stata del -9,6%. 

Va inoltre considerato che prima dell’emergenza sanitaria le costruzioni sperimentavano una fase di crescita che andava consolidandosi; le attese a fine 2019 erano infatti confortanti, con una crescita complessiva del +2,4% (che dava seguito al +3% dell’anno passato), trainata dall’attività nuova costruzione (specialmente in ambito infrastrutturale). Gli investimenti attesi nel 2020, valutati a valori 2019, erano quindi pari a circa 141 miliardi di euro; le stime preliminari del Cresme indicano, invece, che ci si potrebbe fermare ad appena 107 miliardi di euro, una perdita potenziale, appunto, pari a 34 miliardi di euro. Se invece si guarda al dato del 2019 (138 miliardi), la caduta è quantificabile in 31 miliardi di euro.

 Stime Cresme, CRESME LAB Remote ThinkTank, 26 Marzo 2020

 

Al livello settoriale, l’impatto sull’attività edilizia coinvolgerebbe in egual misura sia il comparto residenziale sia quello non residenziale (pubblico e privato). Gli investimenti in nuove abitazioni potrebbero crollare di oltre un quinto rispetto al 2019 (-22,6%), mentre più pesante potrebbe essere il blocco dell’attività di ristrutturazione, quantificabile in un -23,5% della spesa. Il settore residenziale potrebbe quindi perdere, rispetto alle attese di inizio 2020, 3,9 miliardi di nuova costruzione e ben 13,2 miliardi di ristrutturazioni. Numeri parimenti negativi potrebbero riguardare il settore non residenziale (-23% per la nuova costruzione privata, -27% per la nuova costruzione pubblica, -30% per la riqualificazione in ambito privato e -27% in ambito pubblico), che equivalgono a 3,2 miliardi per il non residenziale nuovo privato (-1,3 miliardi per il pubblico) e 6,8 miliardi per la riqualificazione privata (-1,7 miliardi per quella pubblica). Seppur di minore entità, potrebbe essere drammatico anche il dato sui minori investimenti in opere infrastrutturali, che crollerebbero del -12,6%, sia in ambito di nuova costruzione (-2,5 miliardi) , sia in ambito di manutenzione straordinaria (-1,9 miliardi).

Stime Cresme,  CRESME LAB Remote ThinkTank,  26 Marzo 2020

 

Alla base di questo scenario vi sono assunzioni sulla entità e sulla durata del blocco dell’attività imposto al settore nel quadro di contenimento dell’epidemia in atto:

  • quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per le nuove costruzioni non di pubblica utilità;
  • quasi totale sospensione dei cantieri per un trimestre per gli interventi di riqualificazione edilizia (salvo riparazioni improrogabili, si consideri che nei mesi fra marzo e maggio viene effettuato il 35% degli interventi)
  • parziale sospensione dei cantieri per le opere del genio civile di nuova costruzione e di manutenzione straordinaria (ad esclusione infrastrutture strategiche, edilizia sanitaria, ecc.)
  • ripartenza improntata alla cautela da giugno a ottobre.

Si tratta di ipotesi che, come tali, saranno oggetto di revisione nelle prossime settimane, a mano a mano che la situazione andrà delineandosi.

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