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Costruzioni, investimenti, materiali e componenti

APR

29

2020

Costruzioni: investimenti giù del -15% (-23% nel caso di una seconda ondata epidemica)

Autore: Antonio Mura

Ripresa attesa per il 2021.  Le opere pubbliche possono contribuire a ridurre la caduta. 

Tra il -15% e il -23% è il crollo degli investimenti in costruzioni (edilizia e genio civile) che potrebbe verificarsi nel 2020 in Italia; nel 2021 le aspettative sulla ripresa si attestano tra il +10% e il +11%.

È questo il risultato delle nuove stime del Cresme sull’impatto della crisi economica indotta dall’emergenza sanitaria sul settore delle costruzioni. L’istituto di ricerca ha aggiornato le stime di un mese fa basandosi sulle ultime indicazioni in merito alle modalità di ripartenza fornite dal governo, alle possibili conseguenze sulla domanda finale di famiglie, imprese e PA e ai possibili sviluppi della traiettoria epidemica che, nel peggiore dei casi, potrebbe imporre un nuovo stop all’attività del settore. Sono considerati due scenari alternativi; il primo scenario prevede, dal lato dell’offerta:

  • la quasi totale sospensione dei cantieri per 2 mesi (marzo e aprile) per le nuove costruzioni non di pubblica utilità;
  • la quasi totale sospensione dei cantieri per 2 mesi per gli interventi di riqualificazione edilizia, salvo riparazioni improrogabili (si consideri che nei mesi fra marzo e maggio viene effettuato il 35% degli interventi)
  • la parziale sospensione dei cantieri per le opere del genio civile di nuova costruzione e di manutenzione straordinaria (ad esclusione infrastrutture strategiche, edilizia sanitaria, ecc.)
  • ripartenza delle attività improntata alla cautela da giugno a ottobre

inoltre, dal lato della domanda si assume che:

  • per le nuove costruzioni le decisioni di produzione nel 2020 siano state prese da tempo, e l’eventuale impatto di annullamenti /differimenti sia assorbito dalla sospensione e dal rallentamento delle attività cantieristiche;
  • per la riqualificazione l’indebolimento economico e la minore fiducia di famiglie e imprese sullo scenario economico si aggiunga ai blocchi dei cantieri.

Lo scenario peggiorativo, invece, prevede la possibilità di un secondo lock-down, seppur con caratteristiche attenuate rispetto al primo in termini di:

  • probabile diversificazione territoriale (solo alcune regioni potrebbero registrare una risalita del tasso di contagio);
  • possibilità di una riduzione dei tempi di chiusura delle attività rispetto al primo blocco;
  • ripresa dopo il secondo lock-down che dovrebbe risultare più agevole (causa la confidenza con i dispositivi precauzionali).

Per l’anno in corso, l’impatto sull’attività edilizia coinvolgerebbe in egual misura sia il comparto residenziale sia quello non residenziale privato, con maggiore intensità, almeno nello scenario base, per l’attività di riqualificazione del patrimonio esistente. Gli investimenti in nuova edilizia potrebbero infatti ridursi di circa il -16%, che diventerebbe -29% nello scenario peggiorativo; mentre per la manutenzione straordinaria il crollo atteso è del -22% nel 2020 (sia in ambito abitativo che non residenziale), che diventerebbe -29% nel caso di un secondo lock-down. Nel 2021, l’edilizia privata potrebbe riprendersi, seppur ad un ritmo tale da non recupere i livelli di attività persi durante il 2020; le attese, infatti, indicano una crescita del +12,3%, a fronte di un calo complessivo nel 2020 (considerando sia nuova costruzione sia riqualificazione) che nello scenario base arriva al -20%.

 Investimenti in costruzioni 2020

 Investimenti in costruzioni 2020 scenario base e 2021

Il dato relativo alle opere pubbliche merita un approfondimento. La spesa per investimenti in OOPP (edilizia e genio civile) nel 2018 aveva ripreso a crescere, dopo la frenata del 2017 (-4,5% rispetto al 2016 a prezzi costanti), con tassi di crescita del 2,3% nel 2018 e del 6,5% nel 2019. Il CRESME, per il 2020, a novembre 2019 aveva previsto una crescita del +4,5%, con l’avvio della realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria e di nuova costruzione finanziati con le risorse assegnate nell’ultimo quinquennio, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020, sul Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (istituito dall’articolo 1, comma 140, della legge di bilancio 2017 e rifinanziato dal comma 1072 della legge di bilancio 2018) e sul Fondo da ripartire per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e lo sviluppo del Paese (istituito dall’articolo 1, comma 95, della legge di bilancio 2019), nonché le ulteriori risorse pregresse e future finalizzate all’attuazione, entro il 2030, dell’ingente programma infrastrutturale per ridurre il gap infrastrutturale del Paese. Tale risultato, sfortunatamente, è destinato a cambiare considerando gli effetti sul settore della crisi sanitaria, e molto dipenderà dai tempi della sua risoluzione. Nello scenario base, in questo momento, gli investimenti nel settore delle opere pubbliche nel 2020 dovrebbero crescere appena dello 0,9% (ma crollare del -5,7% nello scenario peggiorativo). Per arrivare a questo risultato si è considerato:

  • un bimestre gennaio-febbraio in crescita (crescono i pagamenti degli Enti locali, in base ai dati SIOPE, e i fatturati dei principali produttori e distributori di materiali);
  • un quadrimestre marzo-giugno rallentato dal lock-down, con sospensione parziale dei cantieri di opere del genio civile e sospensione quasi totale dell’edilizia non residenziale pubblica, tra il 22 marzo e il 4 maggio, e poi la ripartenza, nel bimestre maggio-giugno, condizionata dall’applicazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 nei cantieri e nel settore del trasporto e della logistica e dai tempi di decisione e attivazione delle misure per la semplificazione amministrativa per l’accelerazione degli investimenti già nella seconda metà dell’anno.
  • un secondo semestre in forte accelerazione spinto dalla ripartenza a pieno ritmo dei cantieri già in corso prima del lock-down e dall’avvio di nuovi cantieri finanziati con le risorse per il rilancio degli investimenti stanziate con la Legge di Bilancio per il 2020, come indicato nel DEF 2020 del 24 aprile 2020, nel quale sono previsti tassi di crescita degli investimenti fissi lordi della PA del 2,7% nel 2020 e dell’11,2% nel 2021.

 Spesa per investimenti in opere pubbliche

 

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