40° Rapporto Congiunturale e Previsionale Cresme
Il mercato delle costruzioni 2026-2029
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€1.600,00 - €3.300,00Fascia di prezzo: da €1.600,00 a €3.300,00 + 22% IVA
COSTRUZIONI: POCHI MESI ALL’INVERSIONE DI FASE?
Il settore delle costruzioni si avvia ad un cambio di fase: è una nuova stagione che deve scontare l’eccezionale crescita dovuta ai superincentivi, al PNRR e alla pandemia che ha ridestato l’attenzione alla casa spingendo il mercato immobiliare.
Lo scenario delle inevitabili correzioni attese a causa dell’esaurimento dei booster, nella certezza del cambio di fase, pone al mercato delle costruzioni un principale interrogativo: quali dimensioni avrà la contrazione? È questa la principale domanda a cui cercherà di rispondere il 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale del CRESME che si terrà via web, in live streaming, il 30 giugno 2026.
Una risposta resa ancor più difficile dalle drammatiche conseguenze che la guerra in Iran sta avendo e avrà sui costi dell’energia, sull’inflazione, sul costo delle materie prime e sulla realizzazione dei lavori delle costruzioni (pubblici e privati).
Naturalmente sono molti i temi che, come da tradizione, il 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale CRESME cerca di affrontare.
A breve maggiori info e la descrizione dei contenuti del Rapporto.
La spinta agli investimenti si è fortemente indebolita a partire dal 2024 nonostante il riflusso dell’onda espansiva e dell’inerzia delle costruzioni abbia maggiormente distribuito le attività rispetto alle competenze.
Attività e fatturazioni hanno mostrato tempistiche diverse e rovesciate rispetto a quanto accade normalmente. Nei programmi del Governo dei prossimi anni, almeno sino al 2028, sono comunque previsti importanti investimenti per le grandi opere strategiche, sarà possibile tenere il passo dei pagamenti senza i flussi di cassa del PNRR? Inoltre il dato più solido su cui poggia oggi l’immagine economica del Paese e che consente alle società di valutazione di non abbassare i rating è legato alla crescita dell’occupazione, ma il 31% di questa crescita dal 2019 è dovuta alla crescita degli occupati nelle costruzioni. Che succederà con la correzione del mercato attesa? La cosa interessante è che le risposte non sono semplici né scontate, come si è dimostrato dopo la rapida chiusura dell’esperienza superbonus. Il mercato ha una sua resilienza. Ricordiamo però che da marzo del 2024 sono andati fortemente contraendosi i superbonus, solo per l’efficientamento energetico si è passati dai 46,3 miliardi di euro investiti del 2022, ai 41,7 del 2023, ai 16,6 del 2024, ai probabili 6 miliardi del 2025. L’intero mercato della riqualificazione ha segnato frenate importanti, ma non della dimensione della caduta dei superbonus. Vi sono, in questa difficile fase di transizioni, comportamenti da decifrare non così semplici e diretti.
Ad esempio da un lato, nel frattempo e a sorpresa, il mercato immobiliare residenziale è ripartito nel 2024 e ha accelerato nel 2025, e per il 2026 si sono mantenuti, rispetto alle aspettative, gli incentivi del 50% per le prime case e del 36% per le seconde; dall’altro lato il Governo sembrerebbe non avere intenzione di seguire la direttiva europea per l’efficientamento degli edifici, fermando per ora una delle principali ipotesi di sviluppo del settore delle costruzioni nel medio periodo. L’emersione del tema “casa” e il classico tema della “rigenerazione urbana” alimentano per ora prevalentemente i dibattiti, ma tutti e due sono temi destinati a crescere come mercato reale. L’Europa spingerà con nuove risorse sul tema casa e la rigenerazione urbana può contare su importanti attori nazionali, e soprattutto internazionali, che stanno guardando all’Italia come importante opportunità di investimento. La “questione milanese” getta però un’ombra su queste possibilità. E in ogni caso la chiave sono i tempi e la certezza delle decisioni.
10:15
Apertura dei lavori
- Giorgio Santilli – Direttore Diac, Diario Infrastrutture e Ambiente Costruito
10:30
Presentazione del XXXVIII Rapporto Congiunturale e Previsionale Cresme
- Lorenzo Bellicini – CRESME
- Lo scenario internazionale: economia e costruzioni
– La congiuntura economica internazionale, l’impennata dell’incertezza politica
– Geopolitica del commercio: riallineamenti, fratture e nuovi blocchi
– Trump e la politica degli annunci: quanto pesa sulla stabilità globale
– Il dollaro è (ancora) intoccabile? Segnali di cambiamento in un sistema valutario globale sotto pressione
– La mappa dei rischi 2025-2026
– Le previsioni per l’economia globale: PIL, commercio mondiale, produzione industriale, i corsi delle commodity
– La congiuntura nei principali Paesi: USA, Eurozona, UK, Cina e India - Lo scenario aggiornato degli investimenti in costruzioni nel Mondo: 2025-2029
– Europa, UK, USA, India e Cina: scenari e previsioni degli investimenti
– I Top 10 della classifica del Cresme - Le costruzioni in Italia: congiuntura 2019-2025 e previsioni a medio termine 2026-2029
– Il quadro marco-economico nazionale: le ultime previsioni del Cresme, import/export, consumi, investimenti, inflazione, disoccupazione
– Lo scenario demografico aggiornato
– L’occupazione nelle costruzioni
– Analisi ciclica del settore delle costruzioni: valore della produzione e investimenti verso il secondo ciclo dell’ambiente costruito
– La riqualificazione che succederà con pochi bonus?
– Le nove nuove abitazioni
– L’edilizia non residenziale privata: qualche segnale migliore del previsto?
– L’edilizia non residenziale pubblica: il boom delle opere pubbliche non è fatto solo di reti, ma anche di molta edilizia
– Le opere del genio civile: ferrovie, strade, porti e interporti - Il mercato immobiliare residenziale e non residenziale
– I cicli immobiliari 1958-2029. – Stock immobiliare e valore di mercato. Compravendite. Nuovo e usato. Prezzi.
– Stima dell’invenduto. Dinamiche della domanda. Reddito, risparmio e capacità di accesso.
– Dinamiche territoriali. - L’analisi della Produzione Edilizia
– Analisi territoriale e tipologica della produzione di edilizia residenziale, edilizia non residenziale: numero edifici, volumi, abitazioni per aree territoriali del Paese: caratteristiche e tipologie.
- Le opere pubbliche
– Stima e previsioni della spesa pubblica.
– Analisi dei bandi di gara e delle aggiudicazioni: mercati, territori e peso del PNRR.
– I mercati tradizionali e i mercati complessi del Partenariato Pubblico Privato e della manutenzione e gestione di patrimoni pubblici. - Focus:
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Un Paese che perde: l’Italia tra denatalità, emigrazione e immigrazione
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Salari reali in Italia: -8,7% in 15 anni. Ripresa nel 2024, ma il potere d’acquisto resta lontano
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Ripensare il sistema economico-produttivo: inverno demografico e automazione come opportunità di trasformazione
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Questione abitativa e accesso al mercato della casa
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13:00
Chiusura della presentazione
Prezzi1 del Rapporto
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Soci CRESME2 |
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Solo 40° Rapporto congiunturale e previsionale CRESME - Giugno 2026 |
€ 1.600 | € 1.100 | |
| Prezzo speciale per chi acquista anche il 41° Rapporto congiunturale e previsionale CRESME (Dicembre 2026) | |||
| Costo dei due rapporti | € 3.300 | € 2.400 | |
| Memo: Costo singolo del 41° Rapporto congiunturale e previsionale di dicembre 2026 | € 2.400 | 2.000 | |
L’acquisto del Rapporto Congiunturale e Previsionale CRESME dà diritto a ricevere, nel formato Pdf protetto, il rapporto, con possibilità di fruizione per 3 dispositivi aziendali e dà inoltre diritto alla partecipazione ai convegni on line in webinar con 5 accessi. L’acquisto congiunto del Rapporto di dicembre, darà diritto anche a una partecipazione di persona al convegno on site.
Le credenziali per accedere al Rapporto verranno inviate per mail entro il giorno successivo al convegno.
1 I prezzi sono da intendersi esclusa Iva
2 Per i Sottoscrittori CresmeLab e/o Soci Cresme Extra entrambi i convegni e i rapporti sono inclusi nell'associazione
