40° Rapporto Congiunturale e Previsionale Cresme
Il mercato delle costruzioni 2026-2029
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€1.600,00 - €3.300,00Fascia di prezzo: da €1.600,00 a €3.300,00 + 22% IVA
COSTRUZIONI: POCHI MESI ALL’INVERSIONE DI FASE?
Il settore delle costruzioni si avvia ad un cambio di fase: è una nuova stagione che deve scontare l’eccezionale crescita dovuta ai superincentivi, al PNRR e alla pandemia che ha ridestato l’attenzione alla casa spingendo il mercato immobiliare.
Lo scenario delle inevitabili correzioni attese a causa dell’esaurimento dei booster pone al mercato delle costruzioni un principale interrogativo: quali dimensioni avrà la contrazione? E in quali tempi si manifesterà? È questa la principale domanda a cui cerca di rispondere il 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale del CRESME.
Una risposta resa ancor più difficile dalle drammatiche conseguenze che la guerra in Iran sta avendo e avrà sui costi dell’energia, sull’inflazione, sul costo delle materie prime e sulla realizzazione dei lavori delle costruzioni (pubblici e privati).
Di certo la cosa più certa è l’incertezza. Eppure le recenti previsioni (aprile) dei principali esperti di economia ufficiale del nostro Paese continuano a disegnare per i prossimi anni un settore delle costruzioni in crescita; così fa ad esempio Banca d’Italia, che prevede una nuova crescita del 1,3% nel 2027 e dello 0,7% nel 2028. Ma anche la nostra previsione presentata a dicembre, pur di segno negativo, ipotizzava una flessione contenuta nel 2027, -0,2%, per poi scendere dell’-1,0% nel 2028 e del-3,1% nel 2029. Da livelli così alti una discesa a valori costanti contenuta. Ma questo scenario è ancora valido? Oppure dato il peggioramento del quadro economico internazionale, la ripresa dell’inflazione, dei costi dei materiali, dei prezzi delle case, si va facendo più negativa? E ancora sta succedendo qualcosa che non vediamo nel mercato delle costruzioni? Le previsioni sulla spesa per gli investimenti pubblici nei conti ufficiali del governo si tengono su livelli molto alti, anche nel 2027, nel 2028 e nel 2029, ma quante di queste risorse saranno per le costruzioni è da comprendere bene.
E poi, soprattutto, la questione è se ci sarà la “cassa” necessaria per mantenere i programmi. È vero che avremo un residuo da re-impiegare del PNRR (15/20 miliardi?) e poi entro il 2029 -se ci riusciremo- dovremmo cercare di attuare i programmi di spesa dei Fondi Strutturali europei (dei 48 miliardi che l’Europa ci ha assegnato oggi gli impegni superano appena i 14 miliardi e la spesa non supera i 6 miliardi, siamo in ritardo e quindi ci sono risorse da utilizzare), ma dobbiamo ricordare che per attivarli serve il cofinanziamento nazionale (almeno altri 28 miliardi di euro da trovare). Ed è vero che i 520 miliardi che rappresentano il costo delle opere strategiche del nostro Paese, di cui solo il 14% ultimato e quasi il 40% ancora da progettare, vanta una copertura finanziaria pari al 67%, ma è anche vero che dati i tempi di realizzazione e la continua crescita dei costi dei materiali quella copertura è già oggi insufficiente per fare quello che si deve fare.
In ogni caso vanno messi in fila tutti i temi per cercare di capire cosa succederà a partire dal 2027. I dati relativi al 2026 sono ancora positivi, ma mostrano i primi segnali di inversione. Su un piano più alto la speranza è che la questione iraniana si risolva in tempi non troppo lunghi e che l’economia non entri in stagflazione. Insomma uno scenario complesso, all’interno del mercato delle costruzioni e nel quadro economico-politico nazionale e internazionale.
Il 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale cerca di mettere in fila l’insieme degli elementi che definiscono le dinamiche di mercato e allo stesso tempo il quadro dei cambiamenti strutturali che nel settore stanno prendendo piede, provando a dare risposte alle principali domande sul tappeto: Lo scenario economico confermerà i rischi di stagflazione? O il ridisegno dell’economia mondiale disegna cambiamenti tali da trovare riposte in nuovi mix e nuove opportunità? È vero che per le costruzioni sta iniziando una nuova Fase? La correzione del boom riqualificazione è già avvenuta e quindi si torna a una fase ordinaria? E la correzione del boom delle opere pubbliche? Oppure anche qui i programmi di spesa confermano una tenuta, o quanto meno una riduzione contenuta? E che succede nell’immobiliare? Continua la crescita delle compravendite e dei prezzi, o arrivano primi segnali di inversione? E come reagirà la domanda al nuovo incremento di prezzo dei materiali da costruzione? E ancora la questione casa: sarà vera gloria? Quante e quali case si potranno fare, e soprattutto quando e dove?
Nel frattempo il Paese si divide, mostra squilibri territoriali e sociali sempre più marcati, sembra quasi che l’Italia competitiva si stia restringendo e così i mercati si differenziano fortemente. E intanto il processo di innovazione del settore avanza: A.I., digitalizzazione, off site, impiantistica, nuovi materiali, nuove reti e infrastrutturazioni, aspetti che cambiano il mercato delle costruzioni e dei quali non è possibile non tener conto.
Naturalmente sono molti i temi che, come da tradizione, il 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale CRESME affronta.
- LO SCENARIO INTERNAZIONALE: ECONOMIA E COSTRUZIONI
- Lo scenario internazionale 2026: tra guerre, dazi e incertezza
- Scenario base e scenari avversi: Ucraina, Medio Oriente, Stretto di Hormuz e canali di trasmissione macroeconomica
- La mappa dei rischi globali nel 2026
- Banche centrali e mercati finanziari: il difficile equilibrio tra inflazione, tassi e crescita
- La spesa per la difesa come nuova variabile macroeconomica e industriale
- Gli andamenti congiunturali: principali paesi
- Inflazione 2026: dallo shock energetico alla persistenza dei prezzi
- Energia e sicurezza degli approvvigionamenti: petrolio, gas, fertilizzanti
- La produzione industriale
- Il commercio mondiale: l’andamento congiunturale
- La previsione degli investimenti in costruzioni nel Mondo: 2026-2029
- Focus sul mercato europeo
- La top 10 del Cresme: la riscossa del Vecchio Continente
- ECONOMIA, DEMOGRAFIA E DINAMICHE OCCUPAZIONALI IN ITALIA
- Il quadro macro-economico nazionale: le ultime previsioni del Cresme, import/export, consumi, investimenti, inflazione, disoccupazione
- Indicatori ad alta frequenza e indici di fiducia
- La domanda interna: consumi e investimenti
- Inflazione e redditi
- Produzione industriale e commercio estero
- Il mercato del lavoro
- Il sistema dell’offerta delle costruzioni
- I numeri più recenti di fonti Istat-ASIA
- Dinamica 2012-2024: imprese e addetti
- Dinamica degli indicatori economici
- Indicatori economici nelle dimensioni di impresa
- Indicatori economici nelle classi di attività economica
- Indicatori qualitativi sul lavoro nelle imprese di costruzione
- L’occupazione nelle costruzioni
- Scenario demografico e domanda abitativa primaria
- Il quadro macro-economico nazionale: le ultime previsioni del Cresme, import/export, consumi, investimenti, inflazione, disoccupazione
- IL MERCATO DELLE COSTRUZIONI
- Il settore delle costruzioni ha raggiunto l’altopiano: e adesso?
- Dalle montagne russe all’altopiano
- Costruzioni e impianti, guardando più avanti: le costruzioni diventano infrastruttura materiale della transizione tecnologica
- Indicatori di congiuntura: 2025-2026
- Lo scenario previsionale: 2026 +2%, 2027 -0,1%
- Il quadro generale del settore: raggiunto il plateau
- L’edilizia di nuova costruzione 2023-2029
- La riqualificazione
- Gli interventi di impianti di energia da nuove fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, bioenergie)
- Prosegue la fase espansiva degli investimenti in opere pubbliche nel 2025 e fino al 2027
- I risultati del 2025 e le previsioni per il quadriennio 2026-2029
- L’analisi per comparti
- Il settore delle costruzioni ha raggiunto l’altopiano: e adesso?
- IL MERCATO IMMOBILIARE
- Il 2025 consolida la ripresa del mercato residenziale (+6,4%) e il 2026 si apre ancora in crescita (+4,4% il 1° trimestre); i prezzi restano orientati al rialzo pur contrastati dal nuovo aumento dell’inflazione, la locazione rallenta ma su livelli ormai elevati, il non residenziale si stabilizza su livelli elevati e gli investimenti corporate chiudono il 2025 su valori record di 12,5 miliardi
- L’offerta in vendita si riduce lievemente, la locazione torna a crescere ma resta insufficiente; i prezzi di offerta proseguono l’aumento con ritmi in accelerazione per quelli di vendita e in rallentamento per quelli di locazione
- Il 2025 rafforza la ripresa delle compravendite (+6,4%); il primo trimestre 2026 resta positivo (+4,4%) e segnala il proseguimento del trend positivo
- Nel 2025 aumentano da 3 a 12 i mercati che superano il precedente massimo storico; anche alcuni grandi capoluoghi sono prossimi ai picchi del ciclo immobiliare
- Nel 1° trimestre 2026 le grandi città restano in prevalenza positive, ma il contributo degli hinterland diventa più selettivo
- L’indagine Banca d’Italia – Tecnoborsa – Agenzia delle Entrate
- La dimensione degli alloggi compravenduti nelle città capoluogo e negli altri comuni nel 2025
- L’indice di fiducia e la propensione all’acquisto immobiliare
- I prezzi delle abitazioni
- Prezzi in crescita nominale e reale nel 2025 e nel primo semestre 2026; l’aumento nominale 2026 è quasi pari a quello del 2025 ma l’inflazione erode i valori reali
- I cicli immobiliari in Italia – le nuove previsioni per il medio periodo
- Il mercato della locazione nel 2025 e nei primi dati 2026
- Il 2025 chiude a 12,5 miliardi e stabilisce un nuovo record per gli investimenti corporate; il primo trimestre 2026 indica un calo ma il 2026 dovrebbe rimanere su livelli elevati, tra i 10 e gli 11 miliardi
- L’indebitamento per l’acquisto immobiliare
- Le compravendite di immobili non residenziali
- Il 2025 consolida la ripresa del mercato residenziale (+6,4%) e il 2026 si apre ancora in crescita (+4,4% il 1° trimestre); i prezzi restano orientati al rialzo pur contrastati dal nuovo aumento dell’inflazione, la locazione rallenta ma su livelli ormai elevati, il non residenziale si stabilizza su livelli elevati e gli investimenti corporate chiudono il 2025 su valori record di 12,5 miliardi
- LO OPERE PUBBLICHE
- Introduzione
- I mercati per la costruzione, la manutenzione e la gestione delle opere pubbliche
- Le classifiche regionali
- I lavori tradizionali
- I FOCUS
- Un Paese che perde capitale umano: il vero volto della crisi demografica italiana e gli effetti sul mercato del lavoro
- Salari in crescita solo apparente: dal 2019 il lavoro dipendente perde potere d’acquisto mentre aumenta il costo dell’abitare
- Ripresa post-sisma: DemoSI-CRESME racconta l’impatto su demografia e reddito
- Roma, fuga verso la cintura
- Ricchezza, efficienza produttiva ma anche rischio occupazione e divari economici. Le sfide dell’IA nell’economia italiana
Prezzi1 del Rapporto
| Base |
Soci CRESME2 |
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Solo 40° Rapporto congiunturale e previsionale CRESME - Giugno 2026 |
€ 1.600 | € 1.100 | |
| Prezzo speciale per chi acquista anche il 41° Rapporto congiunturale e previsionale CRESME (Dicembre 2026) | |||
| Costo dei due rapporti | € 3.300 | € 2.400 | |
| Memo: Costo singolo del 41° Rapporto congiunturale e previsionale di dicembre 2026 | € 2.400 | 2.000 | |
L’acquisto del Rapporto Congiunturale e Previsionale CRESME dà diritto a ricevere, nel formato Pdf protetto, il rapporto, con possibilità di fruizione per 3 dispositivi aziendali e dà inoltre diritto alla partecipazione ai convegni on line in webinar con 5 accessi. L’acquisto congiunto del Rapporto di dicembre, darà diritto anche a una partecipazione di persona al convegno on site.
Le credenziali per accedere al Rapporto verranno inviate per mail entro il giorno successivo al convegno.
1 I prezzi sono da intendersi esclusa Iva
2 Per i Sottoscrittori CresmeLab e/o Soci Cresme Extra entrambi i convegni e i rapporti sono inclusi nell'associazione
